L'agriturismo e la nostra cucina

S’Olostrighe nasce nel 2006 come primo agriturismo di Santu Lussurgiu, da un’idea di Mariangela che, ampliando e ristrutturando un vecchio fienile di proprietà , voleva valorizzare la montagna da cui genitori hanno tratto sostentamento per la famiglia. L’agriturismo prende il nome dalla vicina fontana, dove l’acqua sgorga incessante e cristallina. Luogo ameno, S’Olostrighe è una struttura che unisce modernità e gusto della tradizione, perseguendo la missione di far sentire a proprio agio i clienti come se fossero a casa loro. Far mangiare bene è la filosofia di Mariangela che preferisce cucinare prodotti freschi e genuini provenienti dall’orto coltivato dalle abili mani del marito Tonino. È un’azienda familiare che fa dell’unione la sua forza per onorare il sacro senso dell’ospitalità lussurgese.

La cucina di Mariangela è un’arte intima, semplice e familiare: “Mi sento una massaia, mere ‘e ommo, e non una cuoca di professione”, ama spesso dire quando gli avventori le fanno i complimenti per la bontà della sua cucina. I piatti sono quelli caratteristici della tradizione culinaria lussurgese: ravioli al formaggio (culurzones), tagliatelle all’uovo (alisanzas) condite in vario modo a seconda delle stagioni: con funghi porcini in autunno, con crema di carciofi d’inverno o con sugo a base di carne di cinghiale. I secondi sono una festa di salumi genuini e carni rosse insaporite dalle inebrianti essenze mediterranee: finocchietto, alloro, rosmarino. Ad accompagnare le pietanze vino rosso della casa, di uve cagnulari e girò sardo.

Visitare S’Olostrighe è sentirsi a casa in completo e totale relax ritemprando lo spirito e ritrovando la pace interiore nella serenità del rigoglioso bosco di lecci secolari, agrifogli e castagni. Due sono gli ambienti dove assaporare i sinceri prodotti di questa terra di montagna: il salone interno più indicato per pranzi e cene invernali riscaldati dal tepore del camino a legna; quindi la sala verandata che si affaccia sul bel giardino con prato inglese, incorniciato da un arcobaleno di fiori variopinti: rose, ortensie e camelie amorevolmente coltivate da Tonino e Mariangela.

Tante sono le tipicità da gustare: maialetto arrosto, pecora in umido, succulente grigliate di bue rosso e di melina, superbi salumi di produzione familiare, pezza imbinada, ghisau. Ogni stagione ha la sua peculiarità: in autunno si possono delibare funghi porcini, d’inverno saporite carni di cinghiale, in primavera asparagi selvatici e carne d’agnello al finocchietto, d’estate insalate di carne con verdure e ortaggi dell’orto familiare. A fine pasto poi il nettare della riflessione: acquavite o grappa aromatizzate con miele, semi d’anice, e legno di rovere.


pasta piatto ravioli
maialetto 

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